Bin Laden ucciso, Usa in festa - Intervista all'inviato a NY Claudio Gatti


Uploaded by blogvoglioscendere on 02.05.2011

Transcript:
La notizia della morte, anzi dell’uccisione di Osama Bin Laden è arrivata dagli americani
attraverso le televisione che hanno interrotto i programmi tra le 22,30/22,45 tutti i network
nazionali oltre che i canali All News come Cnn etc., hanno interrotto per dare l’annuncio,
chi era in rete e era particolarmente attento, stava nei siti giusti, li ha visti anche in
rete prima. La reazione è stata quella tradizionale,
questo è un paese in cui innanzitutto non c’è la cultura cattolica e quindi la pena
di morte è ritenuta la massima punizione e giusta punizione per chi è colpevole di
omicidi, in questo caso credo che non ci sia mai forse stata nella storia del paese una
singola persona responsabile di quasi 3 mila omicidi, quindi è chiaro che è stata una
reazione, che ci si doveva aspettare. E’ stata sicuramente spontanea e quello
che mi ha colpito di più è il fatto che i protagonisti sono stati soprattutto i giovani,
le immagini che si vedevano da Washington davanti alla Casa Bianca e qui chi a New York
si è trovato o a Ground Zero o a Times Square erano soprattutto giovani, ragazzi, ventenni,
persone che l’11 settembre del 2001 erano ancora teenager e questo ovviamente dà un
po’ il senso di quanto questa notizia… la presa che ha avuto. Non ci dimentichiamo
che i morti dell’11 settembre e il colpo per l’America è stato maggiore di quello
di Pearl Harbor, Pearl Harbor ha portato a una guerra mondiale, quindi in un paese che
non ha mai visto guerre sul proprio territorio, se non la guerra civile, quindi non preparato
come l’Europa da secoli di invasioni e di guerre.
Penso che avrà sicuramente un impatto, ma certamente sarebbe stato decisamente più
forte se fossimo più vicini alle presidenziali, siamo a un anno e mezzo di distanza e quindi
l’impatto sarà più razionale che emotivo, fossimo alla vigilia delle elezioni sarebbe
stata praticamente la garanzia della vittoria, su questo tutti, anche i più accaniti nemici
politici hanno fatto i complimenti al Presidente e alla sua amministrazione e quindi non c’è
dubbio che è una forte iniezione di entusiasmo del paese, di supporto nel momento in cui
Obama sicuramente ne ha estremo bisogno nel senso che la sua popolarità, la popolarità
di Obama in questo periodo è ai minimi, sfiora appena il 50%, quindi sicuramente avrà un
grosso impatto, sulle elezioni siamo troppo lontani perché possa durare a livello emotivo,
a livello razionale per chi vota sulla base di quello che è stato fatto, comunque è
una cosa molto positiva, ma è sicuramente una cosa molto positiva per gli Stati Uniti
perché il fatto, nonostante già George W. Bush già prima e l’amministrazione attuale
fino adesso abbiano sempre detto che Obama è soltanto uno dei problemi e che la guerra
al terrorismo significa combattere Al Qaeda e non solo lui, la realtà dei fatti è che
il fatto che lui a 10 anni quasi di distanza fosse ancora libero, era uno smacco molto
forte per gli Stati Uniti. Non ci sono dichiarazioni ufficiali, però
ci sono state fonti istituzionali che hanno detto a agenzie, nello specifico mi pare sia
stata Reuters, estremamente credibile, quindi non siti Internet strani o blog, che effettivamente
è stato, come hanno detto, sepolto in mare, la cosa non mi sorprende in alcun modo e soprattutto
devo pensare che sia stata parte di un piano già prestabilito, come quello di andare e
uccidere Obama e non catturarlo, non credo che sia stato casuale, per gli Stati Uniti,
essendo un nemico di guerra, la sua uccisione era legittima e quello era l’obiettivo,
anche perché trovarsi tra le mani un Osama Bin Laden e doverselo gestire da qualche parte,
significava creare un altro vaso di Pandora del tipo di Guantanamo, il seppellimento a
mare è chiaramente fatto perché non ci sia un singolo luogo in cui so li possa andare
a rendergli omaggio, a trasformarlo così in luogo di culto come Predappio può essere
o altri… Sicuramente qui a New York la notizia ha colpito
tutti, oggi alla fermata dell’autobus, andando in ufficio non ho trovato una persona che
non stesse commentando o leggendo il giornale, considerate che qui i giornali hanno chiuso
in tempo per dare la notizia questa mattina, quindi era già nelle prime pagine dei quotidiani,
quindi senza dubbio tutti, dalle persone di qualsiasi classe e etnia in una città come
New York che ha visto 2600 e passa persone uccise l’11 settembre, questa notizia non
è passata inosservata e c’è un’euforia che sicuramente si nota, si percepisce.